"Pochi sono grandi abbastanza da poter cambiare il corso della storia. Ma ciascuno di noi può cambiare una piccola parte delle cose, e con la somma di tutte quelle azioni verrà scritta la storia di questa generazione"
Robert Francis Kennedy
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domenica 9 novembre 2008

Le 10 migliori gaffes di Silvio Berlusconi

Come ci vedono all'estero
Articolo tratto dal giornale inglese Telegraph.co.uk

Pubblicato Venerdì 7 Novembre 2008 in Inghilterra Silvio Berlusconi è noto per le sue gaffe, i commenti sessisti, e le battute inappropriate. Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, è famoso per la sua sconsiderata giocosità. Quando l’inevitabile polemica esplode in Italia o all’estero, Berlusconi spesso accusa la “stampa di sinistra” di averlo citato fuori dal contesto o accusa i giornalisti di ribaltare le sue parole. Ecco alcune delle sue dichiarazioni peggiori: • Su Mussolini: “Mussolini non ha mai ucciso nessuno. Mussolini mandava la gente in vacanza in esilio.” • Sugli affari: “Un’altra ragione per investire in Italia è che abbiamo delle bellissime segretarie – ragazze splendide.” • A un membro tedesco del Parlamento Europeo: “In Italia c’è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti – La proporrò per il ruolo di Kapò (una guardia scelta tra i prigionieri).” • Sui votanti di sinistra: “Credo troppo nell’intelligenza del popolo italiano per pensare che ci siano così tanti coglioni in giro che votano contro il proprio interesse.” • Dopo gli attacchi dell’11 Settembre: “Dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, un sistema che ha garantito benessere, rispetto dei diritti umani e – al contrario dei paesi islamici – rispetto dei diritti politici e religiosi.” • Sui progetti per basare l’agenzia per la sicurezza alimentare in Finlandia invece che a Parma: “Parma è sinonimo di buona cucina. I Finlandesi non sanno nemmeno cosa sia il prosciutto.” • Sulla sua carriera: “Non ho bisogno di essere eletto per ottenere il potere. Ho case in tutto il mondo, stupende barche, bellissimi aerei, una bellissima moglie e una meravigliosa famiglia. Sto facendo un sacrificio.” • Durante una foto di gruppo dei leader dell’UE nel 2002 ha fatto il gesto delle corna alle spalle di un ministro spagnolo. • Prima delle elezioni del 2006, che ha perso, ha detto che ogni italiano che non avesse votato per lui sarebbe stato un “coglione”. • Sul suo ministro delle pari opportunità ed ex modella Mara Carfagna: “Andrei dappertutto con te, anche su un’isola deserta. Se non fossi già sposato, ti sposerei subito.” [Articolo originale di Nick Squires]

giovedì 6 novembre 2008

Obama, una vittoria anche per gli animali

“Credo che il modo in cui trattiamo i nostri animali sia il riflesso di come ci trattiamo a vicenda. E’ molto importante avere un Presidente che si interessi alle crudeltà perpetrate sugli animali”.
di Gianluca Felicetti
Sono parole, certo, ma già messe in pratica quando ha promosso la legge che ha abolito la macellazione dei cavalli nel suo Stato, l’Illinois. Questa è l’audacia della speranza di Barack Obama, che arriva alla Casa Bianca con la promessa fatta più volte alle figlie Sasha e Maila di prendere un cucciolo, confermata in mondovisione nel suo primo discorso da eletto. Speriamo che sia un cucciolo adottato da un canile - magari uno di quei canili in cui ogni anno negli Usa si uccidono ancora legalmente centinaia di migliaia di quattrozampe - e non acquistato in un negozio o in un allevamento. Obama applicherebbe così subito due pilastri della sua campagna elettorale, solidarietà e non spreco del denaro.

Certo, gli americani hanno votato uno o l’altro dei candidati per tanti motivi. A noi oggi, anche solo per pochi minuti, piace pensare che la cacciatrice Sarah Palin sia stata sconfitta proprio per le sue scelte anti-animali da Governatrice dell’Alaska. E non per pochi minuti, ma per sempre. Con il voto di ieri la California per referendum ha anche approvato l’abolizione di tre sistemi intensivi di allevamento come le gabbie per galline ovaiole e scrofe, i box per i vitelli, allineandosi alle analoghe scelte fatte dall’Unione Europea e da altri quattro Stati americani come Colorado, Oregon, Arizona e Florida. In Massachusetts invece con il 56% dei voti è stato approvato il quesito che chiedeva di abolire entro due anni le corse dei cani. L’audacia della speranza travalica i colori della pelle umana, le scelte religiose e gli orientamenti sessuali, siamo certi che Obama supererà, come facciamo noi ogni giorno, anche i confini di specie.

fonte www.infolav.org

E ora con Obama il mondo non sarà più lo stesso

Di Angelo Maria Perrino

E alla fine, alle 5 del mattino di mercoledì 5 novembre, il miracolo, l’evento impossibile, il sogno di Martin Luther King, si è avverato. L’afro-americano Barack Obama, il mulatto alto e serafico, unico senatore non bianco, è diventato il presidente degli Stati Uniti. L’America impaurita e ripiegata su se stessa ha scelto la discontinuità e il cambiamento. E ha affidato il suo destino alle mani politicamente inesperte di questo affabile ma assai determinato avvocato 47 enne che si muove come una rockstar, rompe gli schemi e rifiuta le ideologie, indossa i jeans e gioca a basket, è equilibrato, calmo e vicino alla gente, ha idee chiare e forti, un forte carisma comunicativo, un fascino contagioso. Vince, Obama, il politico della new economy, mostrando una marcia in più rispetto al vecchio, impulsivo ed emotivo, noioso e prevedibile continuatore di George W. Bush John McCain e alla sua impresentabile, pittoresca vice Sarah Palin.

Barak Obama con il suo riformismo, nel quale convivono tradizione e rinnovamento, sfonda al centro travolgendo le tradizionali categorie di destra e sinistra. Conquista la Casa Bianca e porta i democratici al successo pieno in entrambe le Camere al Congresso. Acquisisce così, per la prima volta dal 1994, il controllo sia del ramo legislativo che del ramo esecutivo, con la possibilità, dopo anni di immobilismo, di metter mano, con efficacia e rapidità, alle molte iniziative legislative annunciate.

Attento al mercato come mai a sinistra, ma convinto sostenitore delle tutele sociali, cosmopolita ma patriota, sensibile ai diritti umani e civili ma favorevole alla pena di morte, Obama è pronto a riportare l’America al ruolo di superpotenza, ma in una logica e con un metodo collaborativo, gradualistico e multipolare.

Avrà un’agenda ardua da gestire, in cui la priorità sarà la crisi economica e finanziaria, che è anche crisi di fiducia, calo dei consumi, rallentamento della produzione industriale, spettro della disoccupazione. Sono i terreni sui quali ha vinto la sfida con i conservatori, con la sua ricetta fatta di energie rinnovabili, più soldi e tutele ai poveri, più tasse ai ricchi. Un new deal basato sul principio roosveltiano che bisogna aver paura solo della paura. Un pensiero e un programma di nuovo conio che ora, finiti i tatticismi, gli slogan e i genericismi della campagna elettorale, metterà alla prova l’autenticità e la forza del suo messaggio e della sua reale capacità di governare e produrre il cambiamento annunciato e auspicato dal popolo americano.

Lo aiuterà quella audacia della speranza (che è il titolo del suo secondo libro, uno straordinario e imperdibile manifesto politico) il suo bagaglio multietnico, la sua sensibilità e responsabilità sociale, l’impegno nel volontariato, la sua freschezza, la sua capacità di fare politica nell’era della vita liquida, del nomadismo, e della globalizzazione, di Internet e di Facebook, di YouTube, Google e Wikipedia.

Ora che la sua avventura ha raggiunto il traguardo si può star certi: la politica americana non sarà più la stessa. Ma il mondo, tutto il mondo, non sarà più lo stesso.

In bocca al lupo, Barack: l’umanità ti segue con passione e apprensione. Ma con fiducia. E grazie al popolo americano per il coraggio e la temerarietà della sua scelta. fonte www.affaritaliani.it