"Pochi sono grandi abbastanza da poter cambiare il corso della storia. Ma ciascuno di noi può cambiare una piccola parte delle cose, e con la somma di tutte quelle azioni verrà scritta la storia di questa generazione"
Robert Francis Kennedy
Visualizzazione post con etichetta Cossiga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cossiga. Mostra tutti i post

venerdì 14 novembre 2008

Diaz, Cossiga, vergogna italiana.

da micromega-online
Prima di tutto, chi non l'avesse ancora fatto vada a vedere in repubblica.it l'articolo di Massimo Calandri sulla ricostruzione della BBC a proposito di ciò che accadde a Genova nel 2001.
In particolare l'introduzione delle molotov nella scuola Diaz: foto di agenti col sacchetto di plastica e le bottiglie.
Motivo costruito ad arte per giustificare l'ingresso e il terribile pestaggio cui furono sottoposti i 93 manifestanti pacifici e inermi che vi furono trovati. Promemoria per ricordare che tutti gli uomini della catena di comando di quella sera sono stati promossi. Quando insistiamo in questi giorni a sostenere che si deve mettere tutto l'impegno affinché il movimento dell'Onda attuale non percepisca le forze dell'ordine come entità ostili sappiamo di avere un compito non facile, soprattutto quando l'informazione pulita mette in mostra, come in questo caso, atti che le forze dell'ordine non avrebbero mai dovuto compiere. Chi invase quella scuola spaccando gambe, braccia, teste e denti in un parossismo furioso, documentato in modo inequivocabile nel processo che va a sentenza oggi e non negato nemmeno dagli avvocati difensori, agiva coperto dalla protezione del primo governo Berlusconi agli esordi: il suo primo biglietto da visita. Amnesty International scrisse che i giorni della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto furono per gli arrestati un lungo momento di sospensione delle garanzie costituzionali. Il processo lo ha confermato in pieno. Sono passati da allora sette anni e si sono tenute centinaia di manifestazioni pacifiche con milioni di persone. Accompagnate da forze dell'ordine responsabili e non aggressive. Bisogna registrare questa lunga sequenza positiva. Ma proprio per questo si deve esercitare la massima vigilanza affinché nessuno sia tentato dal suggerimento insidioso del presidente emerito Cossiga: infiltrare i movimenti con provocatori pronti a tutto e aspettare che le città vengano messe a ferro e fuoco. Sappiamo che ama alludere. Non possiamo noi sapere a chi parla. Possiamo però impegnarci a fare in modo che non venga ascoltato.

giovedì 30 ottobre 2008

Informazione di regime

Volevo mostrarvi due video che si collegano alle dichiarazioni di Cossiga fatte qualche giorno addietro ad un giornalista. Cossiga diceva: "...infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale . Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì......". In questi video la dimostrazione che Cossiga, ormai inesorabilmente colpito dal disfacimento delle cellule cerebrali, ha evidenziato una triste metodologia prontamente utilizzata da questa dittatura e posta in essere ieri a Piazza Navona contro studenti indifesi e pacifici. Un camion lasciato passare dalla Polizia nelquale c'erano caschi, mazze, tirapugni e una ventina di provocatori. I provocatori hanno picchiato gli studenti sotto gli occhi della Polizia. Quel che è più grave e che come sempre l'informazione è stata occultata dai giornalisti di regime che, sempre pronti a servire il padrone, hanno "informato" gli italiani dando la falsa notizia che gli scontri erano avvenuti tra "studenti" di diversa fazione politica.

lunedì 27 ottobre 2008

Cossiga: picchiare a sangue studenti e docenti

Immagine di edoardo.baraldi

In una sconcertante intervista al Quotidiano Nazionale, Francesco Cossiga ha dichiarato: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. (...) Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".

La fiamma Cossiga la spegne accendendola quando non c'è, e versandoci benzina quando è un'innocua fiammella. In questa divertente visione della democrazia, i cittadini sono un'accozzaglia di deficienti e lo Stato ha il dovere di forgiarne le menti attraverso la costruzione di prove false e la sistematica manipolazione dell'informazione.

L'intervista contiene un esplicito riconoscimento, da parte di Cossiga, in relazione ad alcune cose che avrebbe fatto da Ministro dell'Interno e che ora invita Maroni a ripetere. Ce n'è abbastanza per l'apertura di piu' di un fascicolo d'inchiesta da parte della magistratura, ma non se ne farà nulla, c'è già chi rassicura: è la solita scherzosa provocazione.

fonte http://sostenibile.blogosfere.it