"Pochi sono grandi abbastanza da poter cambiare il corso della storia. Ma ciascuno di noi può cambiare una piccola parte delle cose, e con la somma di tutte quelle azioni verrà scritta la storia di questa generazione"
Robert Francis Kennedy
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martedì 30 dicembre 2008

Santi Laici

"Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della Nazione." Giuseppe Fava
Se si scorre l'elenco dei Santi Laici, la prima reazione è un senso di vertigine. Un'impressione che si può provare solo di fronte all'abisso, al vuoto di un precipizio senza fine. Non è un semplice, e lunghissimo, elenco di omicidi di carabinieri, poliziotti, magistrati, politici, giornalisti, sacerdoti e cittadini. È un fiume di sangue che percorre la nostra Storia. Un massacro sul quale si fonda e vive la nostra Repubblica. Chiudete gli occhi e pensate a questi uomini e donne che hanno sacrificato la vita per lo Stato. E immaginate il loro ruolo nella guida della Nazione, se fossero ancora in vita. Borsellino presidente della Repubblica, Falcone ministro della Giustizia, Don Puglisi cardinale, Ambrosoli presidente del Consiglio, Fava direttore del Corriere della Sera. Poi aprite gli occhi e vedete la realtà desolante di prescritti, mafiosi, condannati in Parlamento e dell'informazione in mano ai loro servi. Vi chiederete perché, in così tanti, hanno dato la vita. Cosa li ha spinti. Io credo che la loro coscienza li abbia costretti a farlo. Non avevano semplicemente altra scelta. Non potevano voltarsi da un'altra parte. Molti sapevano di essere condannati. In questo simili al Cristo dei Vangeli che accettava il martirio, pur potendo sfuggirvi. Gli onesti sono tollerati solo se non denunciano il Sistema, quella galassia di criminalità organizzata, massoneria deviata e corruzione politica che governa l'Italia. Fino a ieri in modo occulto, oggi in modo sfacciato, plateale. Il Sistema agisce nei confronti degli onesti per gradi. Prima cerca di comprarli, poi li minaccia. Se fallisce, allora li isola e se questo non è sufficiente, dopo averli isolati, li uccide. L'isolamento da parte delle istituzioni e dei media è il campanello d'allarme. L'ultima chiamata. Centinaia di persone lo hanno sentito e hanno tirato dritto. A loro dovrebbero essere intitolate le vie e le piazze d'Italia. Quelle che i politici vogliono dedicare al latitante Bettino Craxi. Davanti a Montecitorio ci dovrebbe essere una lapide con i loro nomi in caratteri d'oro, in ordine alfabetico. Il mio augurio per il 2009 è di non lasciare perdere, di non lasciare più perdere nulla. Nessuno è al di sopra della legge e i delinquenti vanno chiamati solo con il loro nome. Non voltatevi più dall'altra parte, ma solo dalla vostra parte. I Santi Laici, da lassù, vi daranno una mano. "No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere…". Dalla lettera di Giacomo Ulivi, partigiano, assassinato dai fascisti nella Piazza Grande di Modena il 10 novembre 1944. Beppe Grillo

lunedì 13 ottobre 2008

Berlusconi Tessera P2 n.1816

Il Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli non è mai stato abbandonato. Una malattia non può considerarsi debellata fino a quando l'ultimo agente patogeno non sia stato stroncato. Da un solo ceppo resistente, l'infezione può sempre tornare a proliferare.La malattia delle istituzioni si chiama P2. L'agente patogeno resistente al trattamento è la tessera n°1816 dell'albo: Silvio Berlusconi (questa è la ricevuta). leggi tutto qui
Il Discepolo 1816

Berlusconi e la Loggia P2

Si trattava di una loggia massonica appartenente al Grande Oriente d’Italia. A differenza di altre logge la P2 era una loggia coperta, segreta. A capo di Propaganda Due c’era il Gran Maestro Licio Gelli. Il 17 marzo 1981, durante una perquisizione, viene rivenuta nella sua villa di Arezzo, Villa Wanda, la lista con i nomi degli alti ufficiali delle forze armate e di funzionari pubblici affiliati alla loggia P2.Dentro la lista ci sono molti nomi: da Vittorio Emanuele di Savoia a Silvio Berlusconi. Da Antonio Amato a Maurizio Costanzo. Militari, giornalisti, politici, uomini dello spettacolo. Ci sono proprio tutti. Una sorta di Stato nello Stato. Militari e forze dell'ordine: 208, Uomini politici: 67, Dirigenti ministeriali: 52, Dirigenti di banche: 49, Industriali: 47, Medici: 38, Docenti universitari: 36, Commercialisti: 28, Avvocati: 27, Dirigenti industriali: 23, Giornalisti: 27, Magistrati: 18, Imprenditori: 18. Liberi professionisti: 17, Presidenti di Società private: 12, Dirigenti di Società pubbliche 12, Attività varie: 12, Segretari particolari di politici 11, Associazioni varie: 10, Enti assistenziali e ospedalieri: 10, Funzionari regionali: 7, Dirigenti comunali: 8, Presidenti di Società pubbliche 8, Sindacalisti: 2, Diplomatici: 9, Provveditori agli studi: 2, Commercianti: 1, Consulenti finanziari: 4, Compagnie aeree: 8, Editori: 4 Dirigenti editoriali: 6, Scrittori 3, Dirigenti rai-tv: 10, Compagnie di assicurazione: 6, Architetti: 7, Notai: 4, Antiquari: 6, Direttori di Alberghi: 4 953 nomi. Alcuni di loro sono ancora presenti nella vita politica e pubblica italiana: Berlusconi Silvio (tessera n.1816): deputato di Forza Italia. Cicchitto Fabrizio (tessera n.2232): deputato e vicecoordinatore nazionale di Forza Italia, nonchè editorialista de Il Giornale. Ciuni Roberto (tessera n.2101): collaboratore de Il Giornale e Panorama. Costanzo Maurizio (tessera n.1819): conduttore di Buona Domenica e de Il diario su Canale 5 nonché consulente per La 7. Croce Giuseppe (tessera n. 2071): Giudice per le Indagini Preliminari a Roma. De Carolis Massimo (tessera n.1815): avvocato, amico di Siniscalco, attuale esponente di Forza Italia. Donelli Massimo (tessera n. 2207): attuale direttore di TV Sorrisi e Canzoni (Gruppo Mediaset). Fiori Publio (tessera n. 1878): deputato di AN. Gervaso Roberto (tessera n. 1813) : aveva una rubrica fissa su Rete 4 (Peste e corna) e sul Messaggero. Manca Enrico (tessera n. 2148): dirige l'associazione "Pol-Is" per il "rinnovamento della politica e della democrazia". Attualmente nelle file della Margherita. Martino Antonio (aveva presentato domanda scritta di affiliazione, non fecero in tempo ad approvare il suo ingresso nella P2): ex Ministro della Difesa. Memmo Roberto (tessera n. 1651): avvocato e finanziere dirige la "Fondazione Memmo per l'arte e la cultura". Mosca Paolo (tessera n.2100): oggi direttore del rotocalco Vip e titolare di rubrica fissa quotidiana su Unomattina, in Rai. Nebiolo Gino (tessera n. 2097): attuale giornalista del Foglio di Ferrara e del Giornale di Sicilia. Picchioni Rolando (tessera n.2095): attuale segretario della Fondazione del Libro di Torino (ente organizzatore del Salone del Libro) e direttore esecutivo del World Political Forum. Rizzoli Angelo (tessera n. E.19.77): attuale produttore di cinema/ tv per Rai e Mediaset. Savoia Vittorio Emanuele (tessera n. 1621): mediatore d'affari. Selva Gustavo (tessera n.1814): deputato di An, attuale presidente della Commissione Esteri. Sensini Alberto (piduista "interruptus", come Antonio Martino): giornalista del Gazzettino. Trifone Trecca Fabrizio (tessera n. 1748): titolare di rubrica fissa di medicina "Vivere bene" su Rete 4. Valori Giancarlo Elia (fascicolo n. 0283, espulso dallo stesso Gelli): Presidente della Società Italiana Autostrade e del consorzio di telefonia "Blu" e attuale Presidente dell'Unione Industriale di Roma. (da Avvenimenti del 8/4/2005) L’ombra della P2 è su tutti i misteri italiani. Ecco dove la sigla massonica di Licio Gelli appare nei documenti della magistratura: -Strage del treno Italicus - strage di Bologna - strage di Ustica - strage di Piazza Fontana - strage del rapido 904 - omicidio Calvi - omicidio Pecorelli - omicidio Olof Palme - omicidio Semerari - colpo di stato militare in Argentina - tentativo di colpo di stato di Junio Valerio Borghese - tentativo di colpo di stato della Rosa dei Venti - caso dei dossier illegali del SIFAR - operazione Minareto - falso rapimento Sindona - tentativo di depistamento durante il rapimento Moro - rapimento Bulgari - rapimento Ortolani - rapimento Amedeo - rapimento Danesi - rapimento Amati - rapporti con la banda della Magliana - rapporti con la banda dei marsigliesi - inchiesta sul traffico di armi e droga del giudice Carlo Palermo - riciclaggio narcodollari (caso Locascio) - caso Cavalieri del Lavoro di Catania - fuga di Herbert Kappler - crack Sindona - crack Banco Ambrosiano - crack Finabank - scandali finanziari legati allo IOR - caso Rizzoli-Corriere della Sera - caso SIPRA-Rizzoli - scandalo dei Petroli - caso M. Fo. Biali - caso Eni-Petronim - caso Kollbrunner - cospirazione politica e truffa di Antonio Viezzer - cospirazione politica di Raffaele Giudice - cospirazione politica di Pietro Musumeci - cospirazione politica e falsificazione documenti di Antonio La Bruna - finanziamenti Fiat alla massoneria Nel 2003 il sito Repubblica.it pubblica un’intervista a Licio Gelli durante la quale egli afferma, parlando della situazione politica italiana che “Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io".